IL PACS IN ITALIA

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GayAbruzzo
00Thursday, September 15, 2005 9:34 AM
Zeffirelli (FI), sì al PACS
"Ne sono molto contento. Penso che una soluzione politica sia necessaria e che chiunque dovrà accettarla". Lo ha dichiarato Franco Zeffirelli, in un'intervista con 'La Stampa', commentando l'apertura di Romano Prodi ai Pacs, le coppie di fatto.

"Mi sembra che Prodi si rifaccia ai Pacs francesi, non a Zapatero e alla sua legalizzazione dei matrimoni gay -spiega il regista- se si trattasse di questo, sarei contrario. Ma mi pare che Prodi intenda garantire, anche a chi non è sposato, l'eredità, le pensioni di reversibilità, il subentro nell'affitto. Una cosa di buon senso, doverosa in una società civile".

Parlando di quello che è il pensiero del centrodestra, in buona parte critico nei confronti di Prodi, Zeffirelli dice di "non capirne le ragioni. E ritengo -aggiunge- che su questo punto dovrà esserci un riavvicinamento con l'Unione, perchè non c'è motivo -conclude il regista Zeffirelli- di essere ostili alle coppie di fatto".
GayAbruzzo
00Thursday, September 15, 2005 9:35 AM
Vendola (PRC e Presidente della Regione Puglia), bisogna fare i conti con la realtà
"Si tratta di fare i conti con la realtà": è l' opinione del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Prc), che da tempo ha reso pubblica la sua omosessualità, a proposito della proposta di Prodi di riconoscere giuridicamente le unioni di fatto.

Interpellato dai giornalisti a margine di un convegno che si sta tenendo nel quartiere della Fiera del Levante di Bari, Vendola ha detto: "Io sono il primo che ha firmato un progetto di legge sulle coppie di fatto in Italia. Credo che nessuno voglia mettere in discussione o minare le fondamenta della famiglia tradizionale". "Si tratta - ha precisato - di fare i conti con la realtà. E nella realtà della vita quotidiana ci sono molteplici forme di convivenza. Ognuno sceglie il suo percorso di vita".

"Quello che è insopportabile - ha proseguito - è che dal punto di vista della reversibilità della pensione, del diritto alla salute, ci siano discriminazioni per chi sceglie uno stile di convivenza o un altro. Tutto qua. Quindi, io sono favorevole a fare questo importante 'Pacs' in avanti".
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00Thursday, September 15, 2005 9:36 AM
Gay cristiani contro l'Osservatore Romano
Gli omosessuali cristiani criticano la presa di posizione dell'Osservatore romano contro le dichiarazioni di Romano Prodi per una regolamentazione dei diritti delle coppie di fatto e chiedono di "dare un giusto riconoscimento alle coppie omosessuali".

"Quando Paolo Seganti, un omosessuale romano di poco più di trent'anni, - si legge in una nota diffusa dal Coordinamento dei gruppi omosessuali cristiani in Italia - è stato sgozzato due mesi fa in un parco di Roma, l'Osservatore Romano ha preferito tacere. Quando il fanatismo islamico ha giustiziato, poco più di un mese fa, due ragazzi colpevoli soltanto di aver avuto dei rapporti omosessuali tra di loro, l'Osservatore Romano ha preferito non commentare. Adesso che l'onorevole Prodi dichiara di voler affrontare il dato di fatto costituito dall'esistenza, in Italia, di migliaia di coppie omosessuali che chiedono di essere riconosciute dallo Stato, l'Osservatore Romano decide di intervenire in maniera stizzita, dimostrando così di preferire le leggi iraniane a quelle in vigore nei principali paesi europei".

"Di fronte a un atteggiamento di questo tipo - prosegue la nota - sentiamo il dovere di dire che ci sono milioni di cattolici, in Italia, che si sentono invece più vicini all' Europa che all' Iran e che, quindi, chiedono ai politici che li rappresentano di non cedere al ricatto dei fondamentalisti di casa nostra e di non chiudere più gli occhi di fronte al compito di dare un giusto riconoscimento delle coppie omosessuali".
GayAbruzzo
00Thursday, September 15, 2005 9:36 AM
Calderoli (Lega), PACS contronatura
Gianfranco Fini apre sulle coppie di fatto? Roberto Calderoli è tranchant: "E' un problema suo, io sono contrario. Credo che in questo momento - avverte l'esponente leghista - discutere delle coppie di fatto non sia una priorità per il paese: pensiamo a fare arrivare meglio a fine mese le vere famiglie piuttosto che affrontare argomenti che lascio a Zapatero". E tuttavia, a giudizio del ministro per le Riforme, la posizione del leader di An sulle coppie di fatto non è equiparabile allo 'strappo' sulla fecondazione assistita: "Non c'è una posizione di coalizione su questo fatto- puntualizza Calderoli- proprio perchè non era stato inserito" nel programma "in quanto non prioritario per il governo".

Nel merito, comunque, Calderoli non sente ragioni: "La Lega pensa che ci hanno fatto uomo e donna per fare coppie, sposarsi e fare figli. Questa è la strada che apre non solo alle coppie di fatto- polemizza- ma anche poi alle adozioni delle coppie gay". Insomma, la Lega "è assolutamente contraria". E l'obiezione che i patti di solidarietà valgono in realtà anche per i conviventi eterosessuali? Calderoli replica: "In tutte le nazioni dove si è partito con questo si è arrivati a qualcosa d'altro. Se qualcuno vuole mettersi con una persona dell'altro sesso e mettere al mondo figli si sposa, come è scritto nella costituzione".
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00Thursday, September 15, 2005 9:37 AM
Di Pietro (Italia dei valori): la Chiesa nasconde la testa sotto la sabbia
"C'è una sostanziale differenza tra regolamentare il matrimonio tra coppie omosessuali e riconoscerne alcuni diritti fondamentali che sono stipulati nel Pacs, come l'assistenza ospedaliera, il diritto di successione e tanti altri che oggi sono loro negati e che riguardano tutte le coppie di fatto, sia etero che omosessuali", ha affermato Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori.

"I Pacs sono uno strumento che riconosce alcuni diritti che non vanno contro i principi della Chiesa cattolica, anzi. Un buon cattolico dovrebbe cercare prima di tutto di affrontare questi problemi che riguardano l'unione tra due persone, retta dall'amore. Come al solito - ha proseguito Di Pietro - la questione viene risolta all'italiana, per cui una coppia gay che vuole avere alcuni diritti riconosciuti, si ritrova ad aggirare la legge, usando altri strumenti, come ad esempio l'adozione di uno dei due soggetti".

"La Chiesa ufficiale nasconde la testa sotto la sabbia, mentre il suo ruolo non dovrebbe essere quello di interferire moralmente su come le persone vivono le proprie scelte di vita, ma aiutare a superarle. Non stiamo discutendo di matrimonio, anche perché dovremmo poi riformare tutti il diritto di famiglia e non è questo il nostro intento. Vogliamo solo - ha concluso Di Pietro - che alcuni diritti siano riconosciuti a tutti. La questione è così importante che strumentalizzarla è un atto scorretto".
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00Thursday, September 15, 2005 9:39 AM
Bertinotti (PRC), lettera d'impegno all'Arcigay per i PACS
Fausto Bertinotti ha scritto al presidente dell'Arcigay Sergio Lo Giudice per "assumere - come lui stesso manifesta - un impegno preciso rispetto alle richieste che il movimento GLBT ha avanzato ai candidati per le primarie dell'Unione".

"Penso a tre questioni fondamentali", precisa il leader di Rifondazione. "La prima consiste in una serie di interventi che potremmo definire di "legislazione positiva" per il vero superamento di ogni forma di discriminazione per i gay, le lesbiche e i transessuali (nel lavoro,nelle relazioni sociali, nei diritti) sulla base del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere. Non parlo solo di interventi normativi ma anche di carattere regolamentare, di monitoraggio e di promozione al fine di avviare un processo positivo di superamento di discriminazioni, ostacoli e per l'estensione di diritti e opportunità. In questo quadro si inserisce, tra l'altro, anche la necessità di superare la normativa esistente per i transessuali, la legge 164 del 1982".

"La seconda riguarda un impegno specifico e preciso per l'approvazione di una legge per il riconoscimento delle unioni di fatto, per i PACS, e la garanzia di diritti fondamentali alla persona che oggi vengono negati".

"La terza riguarda una serie di impegni sui quali concordo pienamente, anche rispetto al ruolo che il nostro Paese può assumere a livello internazionale per la promozione di una nuova stagione dei diritti umani e per l'assunzione di misure di condanna e di contrasto per quei Paesi che praticano forme di discriminazione e repressione, spesso violenta, nei confronti dei gay, delle lesbiche e dei transessuali".

"Penso che questi interventi - conclude Bertinotti - siano fondamentali dentro un'ispirazione di un nuovo corso politico, in cui diritti del lavoro, diritti sociali e diritti della persona non possano essere separati ma vadano intrecciati in un processo di vera riforma del nostro Paese".
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00Friday, September 23, 2005 9:03 AM
I Valdesi: Sì ai PACS !!
I PaCS non sarebbero un "attentato alla famiglia" né minerebbero il matrimonio, e l'articolo 29 della Costituzione va interpretato in senso "estensivo" e non "restrittivo". Lo afferma Sergio Rostagno, già docente di Teologia dogmatica alla Facoltà valdese di teologia, e coordinatore della Commissione della Tavola valdese "sui problemi etici posti dalla scienza".

Clicca per ingrandire...Rostagno (foto) è stato intervistato dalla Nev, l'agenzia delle chiese evangeliche italiane, dopo la critica ai PaCS formulata dal cardinale Ruini.

«Proprio perché le unioni di fatto (di ogni tipo) hanno caratteristiche loro proprie, - afferma Rostagno - occorre estendere loro riconoscimenti e diritti che proteggano e garantiscano il benessere dei partner. Questo scopo può essere raggiunto con apposite leggi. In nessun modo ci sarebbe un attentato alla famiglia. I valori positivi che in essa si possono trovare, li si troverà ovviamente ovunque e non dipendono certo dalla nostra etichetta (famiglia, unione, patto ecc.). La realtà conta, non il nome, e la realtà non la governa nessuno. Noi governiamo semmai rapporti di tipo giuridico».
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00Friday, September 23, 2005 9:04 AM
Quel bell'uomo di Ruini spara sui PACS


"Equiparare convivenze e matrimonio è contrario alla Costituzione". L'ultimo affondo contro i PaCS nell'acceso dibattito innescato dalla lettera di Romano Prodi a Franco Grillini lo lancia Camillo Ruini, che ha aperto a Roma il Consiglio episcopale permanente della Cei. «La nostra Costituzione nell'art. 29 - ha ricordato il cardinale - intende con univoca precisione la famiglia come 'societa' naturale fondata sul matrimonio e ne riconosce i diritti. Per conseguenza la Corte Costituzionale ha ripetutamente affermato che la convivenza more uxorio non può essere assimilata alla famiglia, così da desumerne l'esigenza di una parificazione di trattamento». La protezione giuridica delle unioni di fatto deve seguire la "strada del diritto comune", dice ancora Ruini spiegando che «qualora emergessero alcune ulteriori esigenze, specifiche e realmente fondate, eventuali norme a loro tutela non dovrebbero comunque dar luogo a un modello legislativamente precostituito e tendere a configurare qualcosa di simile al matrimonio, ma rimanere invece nell'ambito dei diritti e doveri delle persone». E dopo aver ribadito che «i vescovi non si schierano in campagna elettorale» il presidente dei vescovi italiani ha aggiunto: «Il sostegno alla famiglia legittima dovrebbe essere dunque la prima e vera preoccupazione dei legislatori».

«Ben diversa - ha poi detto il cardinale verso la fine del suo intervento - è la direzione in cui procedono i 'Pacs' istituiti in Francia, ai quali spesso ci si richiama, e, in maniera purtroppo ancora più marcata, varie proposte di legge presentate nel nostro Parlamento, una delle quali sottoscritta da 161 deputati e poi da 49 Senatori. Al di là del nome diverso e di altre cautele verbali - ha affermato non senza qualche polemica il presidente della Cei - esse sono infatti modellate in buona parte sull'istituto matrimoniale e prefigurano quello che si potrebbe chiamare un 'piccolo matrimonio': qualcosa cioè di cui non vi è alcun reale bisogno e che produrrebbe al contrario un oscuramento della natura e del valore della famiglia e un gravissimo danno al popolo italiano».

Immediatamente, le agenzie battono i primi commenti: per la Ds Gloria Buffo, «il discorso di Ruini colpisce due volte: la prima perché ha pochissima fiducia nel matrimonio tanto da ritenerlo minacciato dal riconoscimento di altre unioni; la seconda perché vorrebbe interpretare non solo la natura umana ma anche la Costituzione. Per fortuna, nelle nostre democrazie, i custodi della legge non sono i ministri di culto». Ma invece per il deputato di An Maurizio Gasparri le parole pronunciate dal cardinal Ruini sono «ampiamente condivisibili» perché «bisogna tutelare la famiglia così come è intesa dalla Costituzione, che è un atto laico. Nessuna criminalizzazione, dunque, ma non bisogna inventarsi i finti matrimoni. Sul piano dei diritti civili - aggiunge Gasparri - si possono eventualmente trovare intese, ma la priorità deve restare quella della tutela della famiglia secondo i principi espressi nella Carta costituzionale».
GayAbruzzo
00Friday, September 23, 2005 9:06 AM
Per Rutelli (che palle) basta un contratto privato


Francesco Rutelli propone di regolare le convivenze anziché con Patti che comportano il riconoscimento 'pubblico' delle coppie di fatto, con dei 'Contratti di Convivenza Solidale' o Ccs, semplici contratti di diritto privato stipulati tra i contraenti, anche se - precisa Rutelli nel documento - "si possono codificare nel codice civile".
GayAbruzzo
00Friday, September 23, 2005 3:54 PM
Katia Belillo (PDCI): sui PACS la Chiesa sbaglia
"Quando la Chiesa interviene in un modo così pesante sulle libertà individuali, oltre a provocare una sorta di odiosa ingerenza nelle questioni proprie dello Stato, commette un grave e pesante autogol: viene meno, in buona sostanza, al principio della solidarietà che la dovrebbe contraddistinguere sempre". È quanto ha affermato Katia Bellillo, responsabile dei diritti civili del Partito dei comunisti italiani, in un'intervista al giornale online Diario21.

Alla domanda: "nelle parole di Ruini pare che qualcosa si muove nella Chiesa?", Bellillo ha detto: "È troppo poco quello che si muove. Vorrei chiedere a Ruini cosa significa parlare di 'diritto comune'? Qui parliamo di sentimenti, di amore, di passione tra persone che decidono di regolamentare la loro convivenza dal punto di vista giuridico e che chiedono allo Stato di essere tutelati. Le 'unioni di fatto' sono 'un fatto', punto. Il cardinale, che è anche un fine giurista, Mario Francesco Pompedda, lo ha detto chiaramente: 'dai fatti nascono diritti e doveri reciproci ed è giusto e doveroso che lo Stato li regoli. Ignorarli non mi sembra opportuno nè concepibile secondo diritto'. Un ragionamento che fila via liscio come l'olio".

Sull'idea di Rutelli dei Ccs, l'esponente del Pdci ha affermato: "La proposta di Rutelli oltre a essere uno schiaffo in faccia alla aspettative di tanti uomini e donne, non tiene conto di un cambiamento che investe la nostra società, riguardo la natura delle unioni, siano esse tra etero o omosessuali".
Jack8321
00Sunday, September 25, 2005 4:16 PM
Le altesfere della Chiesa sono fatte da uomini aziani, date il tempo a tali persone di andare in "pensione", le cose poi cambieranno.
-calabrone-
00Sunday, September 25, 2005 5:14 PM
Speriamo non sia la solita promessa di Pirro
GayAbruzzo
00Monday, September 26, 2005 4:00 PM
Fassino (DS): Sono credente, ma favorevole ai PACS
Il segretario dei Ds: "Sui Pacs possiamo fare una buona legge..
La posizione della Chiesa è legittima, ma lo è anche la nostra"

Speriamo bene

Finora la maggioranza è quasi compatta (esclusi Rutelli e Mastella).
Cerchiamo di non votare per la margherita, così diminuiranno il loro peso dentro l'Unione
GayAbruzzo
00Saturday, October 1, 2005 1:14 PM
FAMIGLIA CRISTIANA APRE (POCO) AI PACS
E' possibile fare delle leggi a protezione di diritti individuali delle coppie di fatto, ma a condizione che le unioni di fatto non siano considerate famiglie.

E' quanto sostiene oggi la rubrica "Primo Piano" di Famiglia Cristiana sulla quale la scorsa settimana era stata pubblicata integralmente la lettera aperta di Romano Prodi sui Pacs.

La nota del settimanale cattolico dei Paolini, pubblica a sotegno della posizione espressa due ampie citazioni ecclesiastiche: una di Benedetto XVI dello scorso 6 giugno al Laterano e un paragrafo dell'utima prolusione del cardinale Ruini al Consiglio permanente contro il "piccolo matrimonio".

"Il dibattito politico delle ultime settimane - si legge nella nota non firmata del settimanale - è stato caratterizzato da vivaci polemiche sulla proposta di un riconoscimento, o addirittura di una legalizzazione, delle convivenze, sia etero sia omosessuali.

Si tratta di una questione complessa e delicata, che interpella ancora una volta i credenti, lacerati tra l'esigenza del rispetto delle diversità e dell'accoglienza cordiale a tutti gli uomini, indipendentemente dalle loro scelte di vita, e il parallelo dovere di non venir meno alla responsabilità di salvaguardare il bene comune della società. Una questione, dunque, sulla quale soffermarsi con pacatezza e senza eccessi polemici".
GayAbruzzo
00Saturday, October 1, 2005 1:16 PM
CIVILTA' CATTOLICA: PROTEGGERE FAMIGLIA CONTRO I PACS
Un allarme per la difesa della famiglia "tradizionale" fondata sul matrimonio tra uomo e donna è venuto oggi da Civiltà Cattolica, che ha ricordato i tentativi, già riusciti in Canada, di non riconoscere la "famiglia tradizionale" come "unica" forma di famiglia, in modo che anche la legislazione italiana, che si basa sull'articolo 29 della Costituzione Italiana, possa essere aperta alla concessione di uno "stesso trattamento ad altra situazione affettiva, come quella omosessuale".

"Finora - scrive la prestigiosa rivista dei gesuiti romani, le cui bozze sono riviste dalla segretaria di stato vaticana - la giurisprudenza italiana non ha accettato questa interpretazione "liberale" del matrimonio, ma sino a quando?".

"E' bene, perciò, che non si dorma tra due cuscini nella convinzione che la famiglia italiana sia salda e difesa dall'articolo 29 della Costituzione", rimarca Civiltà Cattolica nell'articolo dedicato alla nuova legge di affidamento dei minori.
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00Saturday, October 1, 2005 5:35 PM
PIPPO BAUDO: SI' ALLE COPPIE DI FATTO
"Sono credente, non praticante, ma non vorrei un'altra Inquisizione. Spero che questo Papa non ripristini la messa in latino, che nessuno di noi capiva, vorrei che non esagerasse con l'accento sui principi: ci sono le persone, le vite umane, che vanno accolte e capite. Da ex chierichetto, penso che il cardinale Ruini non può intervenire sulle intercettazioni telefoniche dei banchieri, non condivido neppure questo atteggiamento livoroso nei confronti delle coppie di fatto e degli omosessuali, mi pare abbia poco a che fare con il perdono e la comprensione di Santa Madre Chiesa, credo che il cardinale non debba meravigliarsi se poi lo contestano». (SI RIFERISCE AI FISCHI SUBITI DA RUINI A SIENA)
che dire... grandeeeee [SM=x432766]
GayAbruzzo
00Sunday, October 2, 2005 9:33 AM
Grillini (DS): dalla Cei interferenze inaccettabili
L'intervento della Cei sulla questione dei 'pacs' è "una indebita interferenza sull'attività di uno Stato sovrano che discute, liberamente, proposte di legge liberamente presentate in un Parlamento libero". Ne è convinto Franco Grillini, deputato dei Ds e presidente onorario dell'Arcigay, primo firmatario della proposta sui Pacs ferma in Parlamento. "Vedremo nei mesi a venire l'efficacia e la rilevanza del vero e proprio veto Vaticano sull'attività legislativa dello stato laico - sottolinea Grillini in una nota - è certo che non è la Cei a decidere se c'è o non c'è bisogno di una legge che riconosca pubblicamente i diritti delle famiglie conviventi sia dello stesso che di sesso diverso".

Per l'esponente dei Ds, non deve essere la Cei a "decidere cosa sia o non sia famiglia" ma "le persone, nella loro vita quotidiana, nelle loro relazioni, nel loro stare insieme, nella loro autonomia".

In merito alla esclusione degli omosessuali dai seminari cattolici, Grillini lo considera un atto "crudele" e che "rivela il livello di odio verso gli omosessuali raggiunto dalla gerarchia ecclesiastica romano cattolica".
GayAbruzzo
00Sunday, October 2, 2005 4:32 PM
Uno degli slogan delle donne di AN
No ai pacs, l’anticamera per far adottare bambini agli omossessuali

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GayAbruzzo
00Thursday, October 6, 2005 6:59 PM
Anche Pippo Baudo favorevole ai PACS
Probabile candidato dell'Ulivo alle prossime regionali in Sicilia
GayAbruzzo
00Thursday, October 13, 2005 8:19 AM
26 novembre a Roma - TUTTI IN PACS
Tante coppie lesbiche, gay ed eterosessuali in piazza per mostrare i loro volti e spiegare le loro esigenze ad una classe politica spesso lontana dalle loro istanze reali e per raccontare i loro bisogni concreti e i loro sogni, gli intoppi prodotti da una normativa discriminatoria e la loro legittima richiesta di un pubblico riconoscimento giuridico.

Questa la proposta che le associazioni Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Mit, Di’ gay project, Comitato Torino pride 2006, Gruppo del guado - cristiani omosessuali, Famiglie arcobaleno e Centro interculturale glbt – Siena, lanciano per sabato 26 novembre quando, in Piazza Farnese a Roma avrà luogo “Tutti in Pacs – Festa delle libertà civili”.

Una grande festa per le libertà, un happening di piazza per i diritti civili e la laicità delle istituzioni e per rinnovare la richiesta di una legge sul Pacs, il Patto civile di solidarietà, che dia un riconoscimento giuridico pubblico alle coppie gay, lesbiche ed eterosessuali.

“Il desiderio di libertà delle cittadine e dei cittadini di questo paese è un fiume in piena” si legge nell’appello che i promotori rivolgono “a tutte le organizzazioni gay, lesbiche, bisessuali e transgender, alle associazioni, ai movimenti sociali, alle forze sindacali e politiche”.

“Chiediamo il rispetto delle nostre identità, delle nostre specificità, della nostra creatività – prosegue il documento -. Rivendichiamo il diritto a portare avanti in modo autonomo il nostro progetto di vita e a costruire, come facciamo, solidarietà, coesione sociale, relazioni d’amore. Vogliamo ribadire il nostro desiderio di vivere in un paese laico e la richiesta di riforme attente ai diritti civili, a partire da una legge sul Pacs che, sulla base dell’art. 2 della Costituzione, dia riconoscimento giuridico alle coppie che lo vogliano, dello stesso sesso o di sesso diverso”.

Fra i temi dell’iniziativa, la libertà di autodeterminazione delle donne, la lotta alle discriminazioni, i diritti delle persone transessuali e transgender, la lotta alla violenza in tutte le sue forme, la libertà di pensiero e di espressione e la libertà di religione “in una cornice di separazione fra lo Stato e le Chiese”.
zon@ venerdi
00Wednesday, October 19, 2005 3:22 PM
Pacs in Trentino
I patti civili di solidarietà - i cosiddetti Pacs – e una legislazione antidiscriminazioni sono il cuore di una mozione della Sinistra Democratica e Riformista – prima firmataria Margherita Cogo - che è stata presentata venerdì scorso dalla vicepresidente della Provincia insieme alle associazioni Arci Gay e Arcilesbica nel palazzo della Regione, alla presenza dell´onorevole Franco Grillini.

La presentazione pubblica del testo, all´ordine del giorno oggi in Consiglio regionale, si è trasformata in una denuncia della mancata estensione dei diritti civili in Italia e in Trentino rispetto all´Europa.

Dopo l´intervento di Stefano Cò di Arci Gay Trentino e di Michela Pappette, presidente di Arcilesbica Trentino-Alto Adige, Giovanna Camertoni ha dimostrato come, a differenza dell´Italia, nella stragrande maggioranza dei paesi europei, dal Portogallo alla Germania, dalla Francia all´Islanda, esistano forme giuridiche per il riconoscimento delle coppie di fatto, sia eterosessuali che omosessuali. La vicepresidente Cogo ha ammesso il ritardo del Trentino. «Ci sono forti resistenze anche da noi – ha detto – e lo testimonia il dibattito in Consiglio provinciale nel 2003 quando una maggioranza trasversale voleva restringere il diritto di dirsi famiglia solo alle coppie sposate». Per Margherita Cogo il testo della mozione, che invita Provincia e Regione a sollecitare l´approvazione dei Pacs in Parlamento e a dotarsi di una legge contro ogni discriminazione sessuale, vuole garantire diritti oggi imprescindibili alle coppie di fatto, ma allo stesso tempo impone ai membri di queste l´assunzione di reciproci doveri. «Non dimentichiamoci poi – ha concluso Cogo - che le comunità più tolleranti sono anche quelle che godono di uno sviluppo più florido. Dove c´è un diffuso riconoscimento delle differenze - lo dicono gli economisti – si diffonde la creatività e cresce l´economia».

Franco Grillini, storico leader del movimento gay in Italia e oggi parlamentare nelle fila dei Ds, si è detto sconcertato del polverone politico suscitato dalla proposta di legge sui Pacs: «I vescovi sostengono che con i Pacs è in pericolo la sussistenza stessa della società. Ma noi vogliamo solo garantire a tutte le coppie di fatto il diritto fondamentale a veder riconosciuta la propria convivenza. Questo clima in Italia testimonia una riduzione della laicità dello Stato che nemmeno la Dc si sarebbe mai permessa». E ha chiuso con una battuta. «Dopo l´affossamento delle quote rosa, sono stato invitato a presentare un emendamento per introdurre le quote gay. Ho risposto che non ci penso neppure: perderemmo gran parte della nostra rappresentanza, costituita da decine di deputati gay inconfessati».
alinvolo
00Thursday, October 20, 2005 4:02 PM
è ufficiale...dopo una richesta di discussione e adesione, fatta dall'ArciGay e Arci Lesbica lo scorso settembre a tutte le associaizoni glbt, la manifestazione del 26 novembre a Roma denominata "Tutt* in PACS" si terrà a Piazza Farnese.
La mail inviata da Sergio Lo Giudice anche a Jonathan ha generato alcuni dissensi sulla manifestazione riguardo il nome, il tema principale, e la data...
Nonostante tutto oggi si apprende dal sito dell'ArciGay Nazionale che la manifestazione si terrà così come proposta.

Ma perchè allora ci ha chiesto di discutere il documento di iniziativa e poi invece va avanti lo stesso?

Jonathan, come altre associazioni, ha mostrato dissenso sul nome e motivazione muovendo principalmente sul PRIMO documento sottoscritto dall'intero associazionismo glbt italiano (non era mai successo): l'appello ai candidati dell'unione dove venivano fatte 4 richieste specifiche che rappresentavano il minimo che la politica potesse "concedere" alla comunità glbt. IL MINIMO.

Su questo documento, come sappiamo, si è scatenato il putiferio nel mondo politico e cattolico italiano e gli stessi giornali (tutti) hanno evidenziato che la richiesta era il matrimonio gay...cosa non vera perchè tra le 4 richieste c'era semplicemnte il PACS...anche se oggi questo istituto, guardando a quanto succede fuori dall'Italia, è ormai diventato vecchio e inadeguato.

Il movimento aveva richiesto altre tre cose forse più condivisibili dalla maggioranza degli italiani...ma politica, Chiesa e giornali si sono ben guardati dal commentare e dire la propia su questi argomenti forse ancora più condivisi dalla comunità glbt:

Azioni positive contro le discriminazioni
Azioni efficaci per la salute e il benessere
L’internazionalizzazione dei diritti

E invece che si fa? si fa una manifestazione denominata Tutt* in PACS dove, a detta di Sergio Lo Giudice, la legge sulle coppie di fatto viene proposta come argomento di traino per gli altri...
Allora: l'arcigay sa che non tutta la comunità glbt è a favore delle unioni civili? l'arcigay si è resa conto che il risalto sarà dato solo al PACS e non fregherà a nessuno di tutti gli altri?

Ha ragione MIrella Izzo (presidente di Crisalide Azione-Trans) quando dice: "Anche l'ultima esperienza del Pride Nazionale di Milano ha dimostrato invece che se siamo già noi a POLARIZZARCI su un solo tema, la stampa, i media e la politica, si trovano già la "pappa fatta" e parleranno SOLO di quello e diventeremo il "partito dei PACS" e non il "partito" (la parte di società) dei Pacs, dei diritti delle persone trans, del diritto all'asilo politico, del diritto alla ricerca per la cura delle malattie e quindi revisione legge procreazione, del diritto ad una città circolabile per le persone in handicap motorio, dei diritti degli immigrati (ancor più se gay o trans) ecc."

Poi...il 20 novembre è la giornata mondiale per la commemorazione delle vittime transgender, transessuali, crossdresser, di tutto il mondo dovute a odio o pregiudizio transfobico e il 26 novembre iniziano le attività per la giornata mondiale per la lotta all'AIDS... ci sarebbe un ingorgo di argomenti...e soprattutto queste ultime importanti manifestazioni saranno oscurate dalle polemiche.
Voi cosa ne pensate? [SM=x432723]
GayAbruzzo
00Thursday, October 20, 2005 6:16 PM
Io penso che senza una chiara e netta volontà politica sarà difficile arrivare all'approvazione dei PACS. Le manifestazioni vanno bene, ma, mi chiedo, serviranno a qualcosa?
La Destra non ha nessuna intenzione di affrontare il problema, dimostrando ancora una volta scarsa sensibilità per le tematiche sociali e a sinistra, escludendo l'ala meno moderata, c'è stato un secco NO da parte dei vari Mastella e Rutelli. Del primo non mi preoccupo, il suo partito è veramente insignificante, ma non dimentichiamo che la Margherita è il secondo partito dell'Unione.
Dove pensiamo di andare con certi individui al potere?
zon@ venerdi
00Thursday, October 20, 2005 7:20 PM
Cumuli di pregiudizi contro i diritti delle coppie gay
Ci chiediamo quale idea si fanno le persone che non stanno in “politica” di tutta questa polemica divampata in questi giorni sull'argomento delle coppie di fatto e dei patti di solidarietà, i Pacs. Ci chiediamo se la società civile sia più avanti dei partiti e della Chiesa oppure no. Scriviamo al giornale perché mi sembra utile capire, al di là dei clamori mediatici, qual è la posta in gioco.
Allora:
- accade che in Italia la popolazione omosessuale è il 10% della popolazione complessiva cioè 5.760.000, più di cinque milioni di persone, quindi non è una piccola minoranza.
- Che molte fra queste persone si sono stancate di nascondersi, di sentirsi malate o peccatrici, di essere messi alla berlina con l'epiteto di “culattoni” ed altro che non citiamo per non rendere omaggio alla volgarità, e hanno cominciato a organizzarsi per chiedere allo stato che riconosca loro non solo il dovere di pagare le tasse ma anche il diritto di assistere il proprio compagno/a se viene ricoverato in ospedale e di essere interpellati sulle decisioni delle cure da intraprendere. Questo perché attualmente se il tuo compagno/a viene ricoverato in rianimazione, se sei amico del medico te lo fa vedere dal vetro e ti informa passo passo di cosa succede, se invece no, ti dicono “Lei è un parente? No?.E allora per la legge sulla privacy non possiamo dirle niente e non lo può vedere”. Chiaro ?
Altro punto e la possibilità di ereditare fra coppie di omosessuali, escludendo i parenti. Si obietta, in questi giorni, che basta il codice civle per tutelare i diritti degli omsessuali che convivono. Ma, guardiamolo nel dettaglio, questo significa: vai dal notaio, depositi un testamento, paghi profumatamente il notaio per questo servizio e alla tua morte sarai sicuro che il tuo compagno/a magari anziano/a non venga buttato in strada. Non è così. Il testamento, se non c'è una legge che riconosca una volta per tutte i diritti alle coppie di fatto, può sempre essere impugnato dai parenti. Per una coppia uomo-donna regolarmente sposata il diritto all'eredità è garantito.
Allora le coppie uomo-donna sposate hanno più diritti. In nome di cosa ?
In nome dei fatto che, fino ad ora, i partiti che legiferano e la Chiesa che non legifera ma in Italia vuole comandare, hanno voluto fare della famiglia un simbolo di tutto ciò che è buono, sano, vero amore, vero impegno, educazione della prole, cellula fondante della società.
Ma chi l'ha detto che nelle coppie omosessuali non ci sia vero amore, vero impegno? chi ha detto che nelle coppie omosessuali non ci sia educazione della prole? Provate a pensare: nelle coppie di donne spesso succede che una delle due o tutte e due avessero un marito prima e dei figli e se i bambini sono piccoli il giudice li affida alla madre .
Il panorama concettuale che la Chiesa e i politici contrari ai Pacs tornano a osannare può riassumersi in due punti.
Tutto ciò che vi è di più buono, santo, edificante è nella famiglia regolarmente sposata.
Tutto ciò che è malato, pervertito, peccaminoso è nelle coppie gay .
Per citare un aneddoto: “ il mondo è diviso in due - ci sono quelli che lo dividono in due e quelli che non lo dividono in due...” .
Noi crediamo che il bene e il male siano sempre molto più mescolati di quello che vogliono farci credere.
Per esempio sapete che l'80% degli abusi sessuali sui bambini viene commesso in famiglia? Nella “sacra famiglia” di cui si vaneggia in questi giorni.
- Sapete che il 30% degli omicidi di donne e percosse avviene in famiglia ed è perpetrato dai mariti?
Sapete che illustri medici specialisti hanno detto no alle ricerche sul Dna in Italia fra genitori e figli perché solo il 15% dei nati è davvero figlio di suo padre . Sapete con che ritmo si sfasciano le famiglie anche con figli, dopo pochi anni di convivenza?
E allora vogliamo credere , per pigrizia mentale che il bene sta tutto da una parte e il male dall'altra? Magari ! il mondo sarebbe più facile da capire.
La realtà è ben diversa dalle ideologie , anche da quelle religiose, ci sono famiglie eterosessuali patologiche e famiglie eterosessuali sane, ci sono famiglie omosessuali patologiche e famiglie omosessuali sane.
Un teologo brasiliano, Frei Betto, che era a Piacenza fra i relatori di “Carovane”, ha detto che gli sembra che gli italiani siano molto più vicini al Vaticano che a Dio ed ha fatto anche un'altra affermazione: “Dio non ha religione ”. Un paradosso? Solo in apparenza. Se lo dice un teologo, vale la pena di rifletterci.
A noi italiani che viviamo in Italia succede di dimenticarci che in Europa ce ne sono tante di Chiese, luterane , metodiste, riformate, valdesi etc: Siamo abituati a pensare che c'è solo santa romana Chiesa. Bene, le altre chiese europee non hanno un'atteggiamento fobico di condanna dell'omosessualità -, tant'è che al Gay Pride di Stoccolma, luglio 2004 ( eravamo lì in vacanza e quindi siamo andate a vedere) il discorso inaugurale di una settimana di incontri, seminari, feste, concerti è stato tenuto dal vescovo di Stoccolma, che, guarda un po', è anche una donna. Appunto, così è la Chiesa protestante.
La Chiesa cattolica, come è noto, esclude dal sacerdozio le donne con l'argomento teologico che gli apostoli erano tutti uomini.
Non fa una grinza, gli apostoli erano anche tutti pescatori, infatti, com'è noto i preti, di mestiere, fanno tutti i pescatori, e, sotto i portici del Bernini, tirano in secco le loro barche.
La Chiesa romana, nei suoi vertici, ha sempre un grande interesse per la morale sessuale, nei seminari si studia molto di più la morale sessuale che altre materie. Perché tanto accanimento? In psicologia si direbbe che ha a che fare con un problema non risolto. Non è curioso che un'organizzazione che proibisce la sessualità ai suoi ministri, debba poi interessarsi così ossessivamente della sessualità dei suoi fedeli?
Se Dio è amore, come pure predica la Chiesa ufficiale, può darsi che ci giudicherà per quanto abbiamo amato e non per chi abbiamo amato?
*Psicologa e psicoterapeuta
Docente universitaria
alinvolo
00Thursday, October 20, 2005 11:49 PM
MI CHIEDO PERCHè....
io ho aperto una nuova discussione e il mio post è stato spostato in coda ad una discusisone sul PACS... non era questo quello che mi proponevo...
Caro moderatore io non discutevo di PACS ma della necessità di parlare di altro.... [SM=x432719]
GayAbruzzo
00Friday, October 21, 2005 7:15 AM
Re: MI CHIEDO PERCHè....

Scritto da: alinvolo 20/10/2005 23.49
io ho aperto una nuova discussione e il mio post è stato spostato in coda ad una discusisone sul PACS... non era questo quello che mi proponevo...
Caro moderatore io non discutevo di PACS ma della necessità di parlare di altro.... [SM=x432719]


Premesso che non sono stato io spostare la tua discussione, devo dire però che anche il tuo intervento parla di PACS, o meglio, dicendo di non parlare SOLO di PACS, in realtà lo fa. Diciamo che la tua è una posizione critica, fuori dal coro, su quello che bisogna rivendicare (non solo PACS, ma anche altro).
Detto questo, lamentarsi per essere stati messi in "coda" ad una discussione già aperta sull'argomento è veramente un voler cercare il pelo nell'uovo. In questo forum sono state aperte quasi 4500 discussioni per un totale di più di 36000 messaggi. Capirai che è compito del moderatore cercare di dare un minimo di ordine a quello che si scrive.
Comunque, per quanto riguarda specificatamente il tuo post, vedo molta confusione, anche all'interno del movimento, su quello che si vuole fare.
Parlare di PACS, no parlare di discriminazioni e altro, allora cambiare il nome alla manifestazione che però si organizza parallelamente ad altre sull'odio omo-transfobico e sulla lotta all'AIDS...
Dove pensiamo di andare e soprattutto di arrivare in questo modo?
Sono dell'avviso che le vere lotte si fanno su fatti concreti che possono cambiare attraverso una rigorosa azione politica. Polarizzarci sui PACS per me non è un fatto negativo, anzi. Forse è uno dei pochissimi obiettivi che si potrebbero realizzare se ci fosse, ovviamente, volontà da parte dei nostri governanti. E' un tema caldo e, come si dice, bisogna battere il ferro finchè è caldo, no? Allora sì al PACS come rivendicazione centrale, alle discriminzoni e alla salute ci penseremo dopo. Non siamo nella condizone di avanzare troppe pretese, pochi ci ascoltano e sono quelli che, da soli, contano veramente poco.
SQuiZZ

P.S. Il forum cerca costantemente moderatori, se hai tempo da dedicare un pò a questa creatura, fatti avanti [SM=x432718]


zon@ venerdi
00Friday, October 21, 2005 11:40 AM
Re: MI CHIEDO PERCHè....

Scritto da: alinvolo 20/10/2005 23.49
io ho aperto una nuova discussione e il mio post è stato spostato in coda ad una discusisone sul PACS... non era questo quello che mi proponevo...
Caro moderatore io non discutevo di PACS ma della necessità di parlare di altro.... [SM=x432719]



Sono stato io a spostare la tua discussione.

Ho ritenuto opportuno accorpare temi che paiono uguali.

Mi scuso se questo gesto non è stato gradito; ma si cerca di mantenere tutte le discussioni in ordine in modo che ogni utente possa trovare facimente gli argomenti a cui vuole rispondere.

[Modificato da zon@ venerdi 21/10/2005 11.41]

zon@ venerdi
00Sunday, October 23, 2005 2:33 AM
PACS/ PRODI: C'E' DISCUSSIONE, NO A MATRIMONI GAY
"Non arriveremo a decisioni come quelle di Zapatero"

Poblet (Spagna), 22 ott. (Apcom) - I Pacs fanno discutere, tanto in Italia, quando in Spagna. Al punto che il quotidiano La Vanguardia, che ha intervistato il leader dell'Unione Romano Prodi, ha riservato un'ampia parentesi del pezzo proprio a questo tema. Prodi ha ribadito ancora una volta la sua posizione, confermata anche oggi ai cronisti italiani che lo hanno seguito nel suo viaggio al monastero di Poblet: "La discussione sui Pacs è in corso ma vi assicuro che non si arriverà ad una decisione come quella presa da Zapatero in Spagna. Non c'è nessuna relazione con il matrimonio tra gay e le adozioni, ma il riconoscimento dei diritti civili applicati alle unioni di fatto".

liberamente83
00Monday, October 24, 2005 2:06 AM
relativamente ai pacs negli ultimi tempi è molto semplice prendersela con la chiesa. io stesso da ex credente e anti-clericale (come certi ex-fumatori che cominciano ad avere in odio i loro vecchi compari) in questo periodo mi sono di tanto in tanto lasciato andare, sbagliando, a scatti ancora più critici del solito nei confronti della chiesa... riflettendo e parlando, invece, sto giungendo alla conclusione che è sbagliato prendersela con una religione per un fatto così importante come l'accettazione dell'omosessualità (anche se i pacs non hanno come obiettivo la regolamentazione delle sole unioni omosessuali). infatti secondo me le religioni le fanno gli uomini (e anche per i credenti, cmq i religiosi sono uomini). e sono gli uomini che devono cambiare. e quando gli uomini cambieranno, essi cambieranno anche le loro religioni e la loro etica. un esempio: la teoria evoluzionistica di darwin, per quanto ormai risulti suffragata da prove inconfutabili (soprattutto in conseguenza delle nuove tecnologie molecolari per l'esame del DNA per esempio) è solo da poco tempo accettata in italia. mi si racconta che neanche 30-40 anni fa (ai tempi di mio padre) c'era ancora chi andava dicendo che darwin era un buffone. darwin studiò 150 anni fa e ancora oggi ci sono molte persone che non hanno corretto il loro modo di vedere il mondo.

però il tempo passa... e gli uomini muoiono. io ho paura che dovrà morire ancora qualche generazione prima che gli omosessuali comincino ad essere chiamati normali... e credo che rispondere violentemente alle provocazioni della chiesa non velocizzi i tempi, ma anzi contribuisca a dare risonanza a vecchi errori...

quindi... RUINI CHI? [SM=x432727]
iakopo
00Thursday, October 27, 2005 3:34 AM
voglio sperare che le cose prima o poi cambieranno..
ma la chiesa anche se rema contro fa quello che ha sempre fatto per affermare la sua dottrina - stragi e roghi compresi. [SM=x432719]

La cosa triste è la pochezza della politica che non è in grado di dare un minimo di civiltà e contemporaneità a questo paese; e non parlo solo di destra! ..anzi la sinistra è biasimabile il doppio [SM=x432742]
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