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Campionato di calcio Serie A stagione 2020/2021

Last Update: 10/27/2020 8:51 AM
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Fenomeno Ibra: fa doppietta in 3’,
stende l’Inter e il Milan vola in testa da solo

Lo svedese segna due gol e trascina i rossoneri.
A Conte non basta Lukaku: Pioli primo in classifica


Davide Stoppini


Quattro anni e nove mesi di attesa, il Milan torna a vincere un derby di campionato. E lo fa nel segno di Ibrahimovic - chi sennò? - che con una doppietta manda in Paradiso Stefano Pioli, al primo derby vinto in carriera, solo in testa alla classifica a punteggio pieno. Si ferma l’Inter, a cui non basta la rete di Lukaku che nel primo tempo aveva provato a riaprire un match indirizzato fin dai primi minuti.

COME UN ANNO FA — Dov’eravamo rimasti, con i derby di Milano? A quello di febbraio, con il Milan che partì a mille all’ora. Ecco, replica servita, l’avvio è tutto rossonero, con qualche pizzico di lucida follia interista. Come quella di Kolarov, che all’11’ con un intervento scriteriato in area atterra Ibrahimovic. Rigore inevitabile, che Ibra prima si fa parare da Handanovic, salvo depositare in rete la respinta del portiere sloveno. Milan avanti. E in completo controllo, con un Calhanoglou che fa quel che vuole sulla trequarti nerazzurra. Ed è proprio il 10 di Pioli, al 16’, a innescare di prima Leao sulla sinistra, il portoghese salta D’Ambrosio senza problemi e crossa ancora per Ibra, che sul secondo palo facile facile fa 2-0, con un Kolarov ancora una volta difettoso. L’Inter? Non c’è, Conte urla dalla panchina e la prima reazione è in un destro facile al 18’ di Lukaku per Donnarumma. Serve una scintilla per tornare in partita. Arriva al 29’: Kolarov ha campo davanti e avanza fino ai 20 metri, servizio per Perisic che mette in mezzo, Donnarumma devia ma non abbastanza, Lukaku mette dentro a porta vuota. Cambia l’aspetto psicologico, ora i nerazzurri ci credono di più. Al 32’ doppia occasione: prima cross al bacio di Hakimi per Lautaro, il cui colpo di testa viene salvato poco prima di entrare in porta da Kjaer. E poi, pochi secondi più tardi, combinazione veloce Lukaku-Lautaro che porta al tiro Barella, centrale per Donnarumma. Il Milan si risistema, Calhanoglu va via a Brozovic ma non trova il tempo del cross, dall’altra parte prima Lautaro non spaventa Donnarumma (44’), poi in pieno recupero, su angolo di Brozovic, Lukaku fallisce un comodo colpo di testa per il 2-2.

RIPRESA — Si riparte senza cambi. Lo squillo lo tenta subito Hakimi, che al 3’ prende il tempo a Hernandez e punta Donnarumma, sbagliando poi il facile assist per Lukaku. Pericolo che porta pure dall’altra parte Leao: minuto 11, Kessie fa viaggiare il portoghese che si accentra e fa partire un destro che sfiora il palo di Handanovic. Dall’altra parte, ancora Hakimi: minuto 14, cross al bacio di Vidal, Hakimi va in tuffo di testa e mette fuori un 2-2 che pareva fatto. Il predominio del gioco è nerazzurro, il Milan si muove in ripartenza. Kjaer mura Barella in angolo al 17’, Pioli fa i primi due cambi: fuori Leao, dentro Krunic, fuori Saeemakers e in campo Castillejo. Dall’altra parte Conte chiama Eriksen: è il 22’, dentro il danese e fuori Brozovic. Ma è il Milan a sprecare: al 27’ Barella sbaglia un retropassaggio, Castillejo si intromette e manda in porta Krunic, che però solo davanti ad Handanovic, leggermente defilato sulla sinistra, spedisce alto. Neppure un minuto ed è giallo nell’altra area: Donnarumma atterra Lukaku, l’arbitro fischia rigore ma dopo suggerimento del Var annulla la decisione fischiando il fuorigioco. Kjaer ha una buona chance di testa, Conte invece gioca la carta Sanchez: esce Vidal, tridente schierato per gli ultimi sette più recupero. Subito dopo è Castilejo a spedire alto l’ennesima grande sponda di Ibrahimovic. Nel Milan esce Kessie per Tonali, siamo al rush finale. All’ultimo giro di orologio ci prova Perisic, alto di testa. Cinque minuti di recupero. C’è tempo per altre due chance targate Lukaku, che al 48’ spreca il 2-2, dopo un’ottima combinazione con Lautaro, e all’ultimo respiro ci prova con il tacco in mischia, bloccato da Donnarumma. Non c’è più tempo, è festa Milan.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/18/2020 10:56 AM
 
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Festa Samp contro la Lazio: 3-0.
Per un super Augello assist e primo gol in A



Del solito Quagliarella e di Damsgaard le altre reti.
I biancocelesti, scesi in campo con una formazione fortemente rimaneggiata, sono apparsi sottotono


Filippo Grimaldi

E dopo la Viola, la Samp, con una delle migliori prestazioni nella gestione-Ranieri, fa un’altra vittima illustre, una Lazio sopraffatta dai blucerchiati. Samp che s’impone per 3-0, con Augello grande protagonista: un assist per Quagliarella e un gol. Per i biancocelesti la parziale di molte (troppe) assenze illustri, a cominciare da Immobile, ma che sul piano del gioco e dell’intensità subisce nettamente alla distanza il maggiore vigore dei blucerchiati. La tradizione maledettamente sfavorevole alla Samp contro la squadra di Simone Inzaghi stavolta finisce nel cassetto (una vittoria nelle precedenti diciassette sfide contro i biancocelesti), perché il campo ha detto ben altro. Se queste sono le premesse, il Borussia Dortmund deve mettere più d’una preoccupazione addosso alla Lazio. Di fatto la Samp (con i nuovi Keita e Silva in panchina) ha bissato l’ottima prova di Firenze prima della sosta, legittimando il successo già nel primo tempo.

PRESSIONE E MODULO — Che potesse essere una serata di gloria s’era intuito già all’inizio, con i padroni di casa più agili ed efficaci nella ricerca della profondità ed una Lazio soltanto all’apparenza in grado di fare densità gestendo la partita con un giro palla in realtà poco efficace. Non solo: la squadra di Ranieri, ha abiurato quasi subito il suo ordinario 4-4-2 sposato sin qui, proponendo un 4-2-3-1 tanto inedito quanto efficace. Thorsby ed Ekdal si sono piazzati da schermo davanti alla difesa, con Candreva-Ramirez-Jankto alle spalle di Quagliarella. Nessun azzardo, ma una mossa geniale che ha soffocato spesso sul nascere i tentativi di ripartenza dei biancocelesti. Gara senza sussulti sino al 19’, quando Tonelli ha chiuso in modo provvidenziale su Correa lanciato a rete. Lì la Samp ha preso gradualmente il sopravvento, piazzando il primo sigillo al minuto 33, dopo un’efficace sgroppata di Augello sulla sinistra (ahi, Parolo, ma anche la difesa s’è fatta sorprendere…), che ha servito un assist per il capitano piazzato a centro area, trasformato di testa in gol da Quagliarella, a segno per la terza gara di fila. Lazio sorpresa, Samp aggressiva: e così sette minuti dopo è arrivato il bis del sinistro blucerchiato, con un rasoterra dalla distanza che ha sorpreso ancora Strakosha.

SI CAMBIA — L’ingresso di Marusic per Parolo serve per limitare la spinta di Augello. Inzaghi rinuncia poi a Caicedo e Hoedt (dentro Muriqi e Vavro), mentre Ranieri fa debuttare Silva in mediana al posto di Ekdal. Ma il gioco degli ospiti non decolla: la Lazio va a sprazzi, la Samp è attenta nella gestione del vantaggio, ma senza abbassarsi troppo. Certo, alla Lazio è mancata anche un po’ di fortuna: il diagonale di Correa (25’) ha sfiorato il palo alla destra di Audero, poi la conclusione di Milinkovic (27’) s’è spenta a lato. Ma la Samp s’è ripresa poi la scena quasi alla mezz’ora quando il ventenne Damsgaard su una ripartenza blucerchiata e un primo tentativo di Quagliarella salvato da Strakosha, ha trovato il 3-0 finale. E’ il gol più giovane in questo campionato. Festa Samp, dunque, chiusa dal doppio riflesso decisivo di Strakosha su Verre e sul debuttante Keita (quanta sostanza), l’altro ex laziale della Samp insieme a Candreva.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/18/2020 11:00 AM
 
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Pirlo, così la Juve non va:
non basta Morata, il Crotone strappa il pari

Sotto per il rigore di Simy, i bianconeri pareggiano con lo spagnolo.
Espulso Chiesa nella ripresa. La Var cancella il raddoppio dell’ex Atletico


Francesco Fontana


Un ottimo Crotone frena una Juventus non ancora “vera”: numeri e occasioni alla mano l’1-1 dello “Scida” rispecchia quanto visto in un match, tutto sommato, equilibrato. Si porta a casa un punto meritato Stroppa, bravo e intelligente nel sorprendere un Pirlo in vena di esperimenti (titolare il giovane Portanova) e che al 60’ rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Chiesa (duro intervento su Cigarini). I gol arrivano nei primi 45’: Simy apre su rigore (Bonucci atterra Reca), Morata pareggia da bomber su assist proprio di Chiesa. Per il Crotone arriva il primo punto in campionato, i campioni d’Italia salgono a quota 8 in classifica (come il Napoli), a -1 dall’Atalanta e a -4 dal Milan.

PIRLO LANCIA PORTANOVA — Formazioni: per Buffon arriva la 650esima presenze in Serie A. È questo il regalo di Pirlo, che concede a Szczęsny un turno di riposo in vista della Champions League (martedì si gioca a Kiev). Dietro tira il fiato Chiellini, con Danilo e Bonucci c’è Demiral. La sorpresa è Portanova, che obbliga Cuadrado alla panchina: largo a destra nel 3-4-2-1 bianconero ecco Chiesa, il classe 2000 si piazza là davanti con Kulusevski alle spalle di Morata, l’unica punta (out Cristiano Ronaldo, causa Covid-19). Per il resto, nessuna sorpresa: Frabotta a sinistra, in mezzo coppia Bentancur-Arthur. Il Crotone punta su Messias e Simy in attacco con Pereira, Molina, Cigarini, Vulic e Reca a centrocampo. In difesa, davanti a Cordaz, Magallan, Marrone (ex di turno) e Luperto. Arbitra Fourneau di Roma.

APRE SIMY, MORATA-GOL — Parte forte il Crotone (Simy pronti-via ci prova dal limite, palla fuori al 2’) e nei primi 10’ concede pochissimo, anzi, nulla alla Juventus. E puntuale, al 12’, arriva il vantaggio: Reca anticipa Bonucci, che in ritardo lo manda giù (giallo per il difensore bianconero). Fourneau non ci pensa due volte e indica il dischetto. Proprio Simy spiazza Buffon, il Crotone passa. La Juve prova a prendere le misure, con il passare dei minuti alza il ritmo e al 22’ arriva il pareggio con un cross dalla destra di Chiesa, bravissimo a cogliere Morata al centro che in spaccata, da bomber, non sbaglia: 1-1 e si riparte. Nella seconda parte del primo tempo ci prova due volte Portanova: al 39’, dalla distanza, non preoccupa Cordaz (conclusione a lato), al 42’ – su assist super di Morata – viene chiuso dal portiere del Crotone, attento in uscita bassa. Il risultato non cambia, anche perché Buffon - in bagher - si oppone a Pereira.

CHIESA OUT, ALVARO-VAR — Si ricomincia con la Juve subito pericolosa con il controbalzo di Bentancur che sfiora il palo alla destra di Cordaz, il Crotone risponde al 51’ con Messias che, da ottima posizione (in pratica, dall’area piccola), cicca non colpendo la palla. Brivido per Buffon, è ancor più grande quello al 54’: Cigarini dal limite la manda alta di pochissimo. Soffre la Juve e Pirlo cambia (out Portanova, dentro Cuadrado), ma al 60’ rimane in dieci per il rosso di Chiesa, espulso per un fallo in ritardo su Cigarini. Tre minuti dopo a tremare è Cordaz, che viene graziato dal palo sul gran colpo di testa di Morata. La partita è viva, vivissima: i 970 spettatori dello “Scida” si divertono. Tocca a Bernardeschi (altro ex del match) e Rabiot, sotto la doccia Kulusevski e Arthur. Dall’altra parte a Rispoli e Siligardi, fuori Pereira e Vulic. La Juve assapora la vittoria quando passa a 15’ dalla fine, ma il tap-in di Morata sul bell’assist di Cuadrado viene annullato dalla squadra-Var (spagnolo in fuorigioco millimetrico sul cross di Cuadrado). I rossoblù resistono anche nei 7’ di recupero, alla fine il pareggio li premia: Pirlo si augura di vedere, martedì a Kiev, una Juve decisamente diversa.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/18/2020 11:12 AM
 
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Sassuolo, rimonta pazzesca a Bologna!
Da 3-1 a 3-4 in 13 minuti: ora è secondo



Caputo, Djuricic e un autogol di Tomiyasu ispirano il successo di Zerbi,
alla terza vittoria di fila. Soriano, Svanberg e Orsolini illudono Miha


Matteo Dalla Vite

Nel match del vivi e lascia vivere, del gioca e lascia giocare, il Sassuolo dimostra di avere più forza mentale e - soprattutto – di saper sfruttare al meglio le dormite altrui. Avanti per 3-1 con Orsolini che fa il gesto di zittire tutti dopo il gol (tutti in tribuna o altrove?), il Bologna si ammutolisce e si squaglia davanti ai cambi di De Zerbi (da 4-2-3-1 a 3-4-3) e soprattutto dalla forza persuasiva dei suoi che anche se sotto di due reti martellano e giocano come non ci fosse un domani. Così, da 1-3 il Sassuolo passa in 15’ a condurre grazie a Djuricic, a Caputo che sfrutta un liscio in area e poi a un autogol di Tomiyasu beffato da un’uscita malconcia del proprio portiere. Sassuolo a 10 punti e che sfiora il quinto gol con Maxime Lopez, Bologna che resta a tre e con la faccenda che diventa bollente perché sabato prossimo andrà a casa-lazio.

SETTE E TRENTASETTE — Sette occasioni da gol nel primo tempo e 2-1 per il Bologna. De Zerbi recupera Chiriches e forma la soluta coppia con Ferrari; davanti piazza Traoré largo e Djuricic al solito dietro l’unica punta Caputo; a destra il solito Berardi, che alla prima palla infilerà il momentaneo 1-1 con la doppia complicità di Hickey (che gli sta a otto metri, non schermandolo) e Skorupski che non legge un tiro diabolico ma intuibile. L’inizio è del Bologna con gol dopo appena dieci minuti: bella azione portata avanti da Orsolini, appoggio a Palacio che porta a sé due giocatori del Sassuolo servendo in maniera magistrale Soriano in mezzo all’area, libero, per l’1-0 e il terzo gol in questo campionato del trequartista di Mihajlovic. Dopo il vantaggio il Sassuolo alza pressione e baricentro, si avvicina al gol con Kyriakopoulos e Berardi, che al 18’ mette tutti in equilibrio: palla che parte da un versante e arriva all’altro, il capitano del Sassuolo entra nel campo, mira l’angolo e – né schermato e né letto – infila l’angolo opposto non coperto da Skorupski. Uno a uno e trantasettesima gara di fila in cui il Bologna prende gol. E’, questa, la fase in cui al Sassuolo le cose riescono meglio ma il Bologna ha carattere e attenzione: Schouten in mezzo è decisivo e poco fallibile, Tomiyasu si vede ribattere un colpo sottoporta e alla fine proprio da una palla recuperata dall’olandese nasce l’azione (bella anche questa) del 2-1: Barrow, Palacio, assist di Soriano e Svanberg infila il suo secondo gol in serie A piegando in diagonale Consigli.

MENTALITÀ — Il Bologna sa dominare ma non troppo: perché dopo un’occasione di Barrow ecco esondare il Sassuolo con Berardi due volte neutralizzato da Skorupski. E’ in quel momento che, minuto 15, arriva il 3-1 di Orsolini dopo ingenuità di Locatelli. Sembra fatta per il Bologna che però si squaglia: De Zerbi cambia volto alla squadra, 3-4-3 con dentro Ayhan, Raspadori e Lopez; la rimonta comincia. Un assist di Caputo manda in rete Djuricic, poi Palacio liscia in area propria un angolo banale che sbilancia tutti e favorisce Caputo che di testa infila il 3-3. Finta? Macché: un cross da sinistra Kyriakopoulos passa fra le gambe di Mbaye, Skorupski non lo trattiene e Tomiyasu con foga arriva da dietro e sbatte il pallone in rete. Inutili i tentativi di un Bologna che mentalmente è troppo fragile per essere vero e applausi al Sassuolo che non molla mai un centimetro di volontà e di campo.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/19/2020 12:10 AM
 
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La Fiorentina parte a razzo, poi si spegne.
Pari Spezia con Verde e Farias

In 4 minuti Pezzella e Biraghi a segno, poi i viola si adagiano e vengono rimontati dai liguri.
Callejon debutta nel finale


G.B. Olivero


Non bastano due gol nei primi quattro minuti alla Fiorentina, che a Cesena viene raggiunta dallo Spezia e rischia addirittura di perdere. I viola sono apparsi ingenui e un po’ presuntuosi nella gestione della gara che sembrava risolta in avvio e che invece ha trasmesso indicazioni preoccupanti per Commisso. Il centrocampo di qualità non ha funzionato, la difesa ha pagato errori individuali e l’attacco ha creato troppo poco. La panchina di Iachini non sembrava particolarmente salda già prima di questa partita, può darsi che adesso qualche riflessione in casa viola cominci. Lo Spezia, invece, ha mostrato grande carattere e la capacità di risalire con calma dopo gli errori che avevano in pratica consegnato la partita alla Fiorentina. Determinante l’ingresso nella ripresa di Nzola, che non ha segnato ma è stato tatticamente fondamentale per la crescita di tutto il gruppo.

PRIMO TEMPO — Pronti, via e la Fiorentina fa addirittura due gol. Al 2’ Biraghi batte un corner, Milenkovic fa scattare il blocco, Deiola si perde Pezzella che segna di testa senza nemmeno faticare. Al 4’ Vlahovic si allarga sulla destra, attira Chabot fuori dall’area, innesca Lirola il cui cross trova dalla parte opposta Biraghi pronto alla conclusione vincente. Due sberle che fanno male e infatti lo Spezia resta stordito per un po’. La Fiorentina potrebbe infierire, ma colpevolmente non lo fa giocando in modo un po’ troppo lezioso sulla trequarti. Ribery è sempre uno spettacolo però a volte non si capisce con i compagni e allarga sconsolato le braccia. Lo Spezia fatica a trovare spazi nell’area viola anche perché l’assenza di Galabinov toglie parecchie certezze. L’unica soluzione che sembra produrre qualcosa è il lancio lungo a scavalcare la difesa quando c’è un po’ di campo tra la terza linea viola e Dragowski. Così Gyasi riesce a servire Piccoli davanti alla porta, ma il giovane attaccante manca il tocco decisivo. Al 39’ un’azione simile consente allo Spezia di tirare per la prima volta in porta e di segnare: Terzi lancia lungo verso Verde, che è in chiara posizione di fuorigioco. Caceres, però, commette un gravissimo errore tecnico toccando appena il pallone e non riuscendo a rinviarlo. Il suo maldestro intervento sana la posizione di fuorigioco di Verde, che avanza e segna comodamente.

SECONDO TEMPO — Lo Spezia cresce e costringe la Fiorentina a cercare spazi in contropiede. Al 18’ della ripresa Lirola mette sui piedi di Castrovilli la palla per chiudere la partita, ma il gioiello viola conferma di essere in una pessima giornata e manca il tocco decisivo. I cambi rivoluzionano le squadre e lo Spezia trova energie importanti in Nzola, Ferrer e Farias. Al 23’ Nzola vince un contrasto con Pezzella e serve Farias che da ottima posizione prova il tiro a giro ma non centra la porta. Lo stesso Farias si fa perdonare dai suoi compagni al 30’ quando di punta trova l’angolino dopo un’azione di corner e una corta respinta di Igor, subentrato all’infortunato Pezzella. Iachini, dopo aver inserito Cutrone al posto di Vlahovic, fa debuttare Callejon e nel finale si affida anche a Kouame, ma a sfiorare la vittoria è lo Spezia con una girata volante dell’ottimo Nzola. La palla finisce sul fondo per pochi centimetri, ma probabilmente il pareggio non rimanderà il processo a Iachini.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/19/2020 12:14 AM
 
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Al Toro non basta un super Belotti, colpaccio Cagliari con Simeone



Inutile la doppietta del Gallo, terza sconfitta in tre gare per i granata.
Joao Pedro e il Cholito lanciano i sardi


Mario Pagliara

Un Cagliari sbarazzino e piacevole rompe l’astinenza e brinda alla prima vittoria di questo campionato (2-3), grazie a uno squillo di Joao Pedro e alla doppietta di Simeone. Il Torino cade per la terza volta consecutiva, a nulla basta la doppietta di Belotti, ed è ancora a secco di punti: il progetto di Giampaolo è ancora embrionale, c’è tantissima strada da fare. Granata poi anche autolesionisti: si fanno praticamente due gol da soli, prima con Lyanco (scivola e spalanca la porta all’1-2) poi con la frittata di Sirigu (sul 2-3). Semaforo verde invece per Di Francesco: il suo Cagliari cresce e gioca.

96 VOLTE GALLO — Non si potrà certo dire che il Toro non abbia approcciato la sfida con la testa giusta. A dimostrare la tesi c’è il vantaggio granata arrivato dopo appena 4 minuti: l’incursione della novità Lukic (schierato trequartista, Verdi in panchina) su lancio di Rodriguez brucia sullo scatto Godin. Atterramento e rigore: dal dischetto Andrea Belotti firma l’illusione che per i tifosi del Toro sarebbe stata una domenica pomeriggio in discesa. Per il Gallo è il suo 95° gol con il Torino in tutte le competizioni, l’82° in Serie A coi granata. Come nel più classico dei paradossi, il vantaggio ha come l’effetto di anestetizzare le gambe del Toro e scatenare l’orgoglio del Cagliari.

DISASTRO LYANCO — Sarà stato pure sorpreso, ma il Cagliari di Di Francesco sa esattamente cosa fare e come riprendere la partita. Inizia subito a proporre il suo calcio, sulle ali di 4-2-3-1 dinamico e arioso: tanto palleggio, ma mai sterile; incursioni devastanti soprattutto sulla destra con Nandez che presto diventa imprendibile. I sardi si allargano e accorciano, occupano con armonia tutto il campo in lunghezza e larghezza, e presto fioccano anche le occasioni aiutate da un disastroso Lyanco (seconda novità di giornata nell’undici granata, preferito a Bremer come difensore centrale in coppia con Nkoulou). Dopo nove minuti, ad esempio, Simeone fallisce una prima occasione a Sirigu battuto e a porta spalancata: non inquadra lo specchio, l’errore è grave. Passano tre minuti e Joao Pedro trova il pari: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Joao Pedro si ritrova solo davanti al portiere con Lyanco che lo guarda appoggiare la palla in porta. Lo stesso brasiliano insieme a Vojvoda ha la responsabilità di tenerlo in gioco, oltre che di averne perso la marcatura. Ma la frittata – quella più grossa – deve ancora arrivare. Minuto 19’: Nandez mette una palla apparentemente innocuo al centro dell’area del Toro, Lyanco è in anticipo ma da solo scivola goffamente e offre a Simeone un rigore movimento. Per lui è un gioco da ragazzi fare l’1-2. Fino alla conclusione del primo tempo il Toro non riesce più a reagire, il Cagliari gioca con piacere e costrutto.

A CRESTA ALTA — L’avvio della ripresa sembra una fotocopia del primo tempo: Toro nuovamente aggressivo, quasi rinato e nuovamente subito in gol (ancora al 4’): Vojvoda sfonda a destra, assist forte e teso raccolto da Belotti che con un incrocio perfetto realizza la sua seconda doppietta consecutiva in campionato (la prima all’Atalanta prima della sosta) e costringe ad aggiornare nuovamente le sue statistiche: i gol in granata salgono a 96, di cui 83 in Serie A.

DOPPIO SIMEONE — E’ in questa fase della sfida che si cominciano a intravedere i concetti del progetto di Giampaolo, con un Toro più rapido di testa e di gambe, capace di aprire il gioco (soprattutto a destra) e di sfondare centralmente. Dall’altra parte il Cagliari non esce affatto dalla gara: inizia a guardarsi le spalle, senza mai rinunciare alla propensione offensiva. Il risultato è una ripresa bilanciata e molto più gradevole. L’equilibrio è rotto al 28’ da un pasticcio di Sirigu, il primo da quando è al Torino: Nandez scocca un potente traversone rasoterra dalla destra, Sirigu si accascia ma non trattiene, favorendo il tap-in di Simeone (doppietta). Nel finale espulso dalla panchina il portiere Vanja Milinkovic Savic per proteste. E c’è anche il tempo per annotare un errore clamoroso di Verdi e un miracolo di Cragno in pieno recupero su una splendida rovesciata di Belotti. Ma solo il Gallo non può bastare.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/19/2020 12:17 AM
 
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Errori, occasioni, gol.
E all'87' Pussetto fa gioire Gotti.
Tra Udinese e Parma finisce 3-2

Primi tre punti per i friulani. In gol Samir, Iacoponi (autorete) e Pussetto per la squadra di casa.
Hernani e Karamoh per i ducali


Alex Frosio


L’Udinese si sblocca: lascia quota zero battendo il Parma - comunque encomiabile considerata la rosa ridotta dal Covid – e guarda con più ottimismo il futuro. Il mercato ha cambiato la squadra di Gotti, che da anni non era così ricca di alternative e probabilmente anche di qualità. Senza i sei contagiati, Liverani accorcia la panchina e ridisegna il Parma con il 4-3-3, con Gervinho insolito centravanti accompagnato ai lati da Karamoh e Kucka, dietro c’è Gagliolo al fianco di Iacoponi, in mezzo il trio è composto da Hernani, Brugman e Kurtic.

SALTO DI QUALITÀ — L’Udinese è finalmente di qualità: Pereyra e Arslan entrano a tempo pieno nel centrocampo già fornito di De Paul. La squadra di Gotti sembra già diversa da quella intensa ma rozza delle prime tre giornate. E al 18’ De Paul lancia un tre contro due innescando la prima grande occasioni della partita: il 10 mette Okaka davanti a Sepe ma il 7 centra al corpo il portiere del Parma. Parma che cerca di costruire come suo solito, trovando libertà sulla salita dei terzini e sui cambi gioco perché quando arretra l’Udinese sistema un muro di cinque uomini che non danno profondità. Ma al 23’ un tiro di Gervinho che Nicolas controlla in due tempi anticipa il vantaggio ospite. Al 26’ Hernani approfitta dello spazio sulla trequarti per affondare e liberare un destro non irresistibile in diagonale: Nicolas non è prontissimo e la palla finisce vicino al palo. La reazione dell’Udinese però è immediata: due minuti dopo, angolo da sinistra e Samir stacca sulla testa di Laurini – era già successo al 10’ – e infila di prepotenza sotto la traversa. L’1-1 è il primo gol stagionale dell’Udinese. Che gioca bene condotta per mano da Pereyra, Arslan e De Paul: il 10 innesca con un cross Okaka al 40’, pallone appena alto. E al 46’ altra chance creata da De Paul che cambia per Ouwejan, destro a colpo sicuro ma Gagliolo respinge davanti alla linea di porta. Nell’altra area, poco dopo, è Ter Avest protagonista con due chiusure provvidenziali, prima su Kucka e poi su Kurtic.

COLPI DI SCENA A RIPETIZIONE — La grande chance in apertura di ripresa è del Parma: al 4’ Gervinho, finalmente a sinistra, scatta, poi finta, mette a sedere Becao e De Maio e chiama al tiro Hernani, che con il sinistro chiude incredibilmente a lato. Sembra il problema del Parma: non è più mortifero in contropiede come negli ultimi due anni, non è più strutturato e solido in costruzione. E infatti al 7’ va di nuovo sotto per un errore di Kurtic in disimpegno: Pereyra subentra e il suo assist per il rimorchio viene deviato in rete da Iacoponi. Liverani ricorre alla panchina: debutto per Cyprien, in regia al posto di Brugman, dentro anche Sohm. E Kucka va a fare il centravanti. Gotti risponde con Pussetto e Makengo per Lasagna e Arslan. L’Udinese sembra in controllo, e invece non preventivato arriva il pari: Pezzella da sinistra taglia con un cross tutta la difesa, sul secondo palo Karamoh spunta per la deviazione aerea.

LA CHIUDE PUSSETTO — E allora Gotti guarda di nuovo chi può mettere: ora ne ha, così entrano Deulofeu e Forestieri, e si passa al 4-2-3-1. Il premio arriva al 43’: ennesimo strappo di De Paul dalla mediana, Okaka difende e serve Pussetto che vede luce verso la porta, rasoterra all’angolo e l’Udinese si sblocca. Perché il Parma non ha la forza percussiva per un finale d’assalto.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/19/2020 12:22 AM
 
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Si sblocca Dzeko, Pedro e Mkhitaryan incantano:
manita Roma al Benevento

Caprari segna subito, poi il tridente di Fonseca dà spettacolo e il bosniaco fa doppietta.
A segno anche Lapadula e Veretout su rigore e Carles Perez


Andrea Pugliese


Con un po’ di affanno e di paura, ma alla fine la Roma porta a casa una vittoria importante, che le permette di agganciare l’Inter in classifica e di portarsi a -1 da Napoli e Juventus. A portare in porto Fonseca è il trio offensivo (Pedro, Mkhitaryan e Dzeko), bravi a trovarsi negli spazi ed a dialogare tra di loro, sfruttando al massimo tutta la qualità che hanno nei loro piedi. Per il Benevento, invece, per quasi 70 minuti l’illusione di tornare a casa con un punto prezioso, illusione che poi si è sciolta nel finale, quando la Roma ha poi dilagato (5-2), per la gioia di Dan e Ryan Friedkin (entrambi presenti in tribuna).

BOTTA E RISPOSTA — Fonseca dietro deve rinunciare a Smalling e preferisce lasciare a riposo anche Kumbulla, tornando al 4-2-3-1 con Cristante vicino a Veretout. Inzaghi, invece, alla fine preferisce dare peso all’attacco, con Lapadula che vince il ballottaggio con Sau. Così Caprari (che festeggia con il gesto del ciuccio, presto diventerà papà di un bimbo) dopo 5 minuti ha già cambiato l’inerzia della partita, anche grazie ad una deviazione di Ibanez che trae in inganno Mirante. Lo svantaggio disorienta un po’ la Roma, che mantiene il possesso territoriale ma non riesce ad incidere come vorrebbe. Spinazzola e Mkhitaryan provano ad inventare sulla sinistra, ma ad avere la chance del 2-0 è Lapadula, che però perde l’attimo decisivo dopo un brutto errore di Ibanez. E’ il momento chiave, che ridà fiducia alla Roma. Pedro ci prova con un tiro a girare che finisce fuori, ma alla seconda occasione fa centro, sfruttando un bell’assist di Pellegrini. Riequilibrati i conti, la Roma passa ancora. Stavolta l’idea geniale è di Mirante, che pesca Mkhitaryan a 60 metri con il Benevento tutto proteso in avanti e l’armeno bravo ad inventare l’assist per il 2-1 di Dzeko. Nel finale di tempo è ancora Mkhitaryan a segnare, ma l’arbitro annulla per fuorigioco iniziale di Spinazzola. In precedenza sempre su colpo di testa di Mkhitaryan c’era stato un fallo di mano di Foulon in area (rigore non concesso ancora per un fuorigioco iniziale di Spinazzola), mentre ad inizio partita il Benevento aveva protestato per una manata di Mancini a Ionita sulla linea del fallo laterale.

TRA PAURA E SORRISI — La ripresa riparte con la Roma che prova a chiudere i conti, ma all’8’ arriva il patatrac di Veretout, che commette lo stesso identico errore dello scorso anno in Roma-Juventus, stoppando male il pallone ricevuto frontalmente da Mirante e commettendo fallo su Ionita. Mirante respinge il rigore di Lapadula, che però sulla ribattuta fa 2-2. Al 15’ gli ospiti vanno anche ad un soffio dal vantaggio, ma prima Mirante e poi Ibanez negano il gol a Lapadula da solo davanti al portiere (ma Ayroldi ha poi fischiato un precedente fallo dei campani). In campo regna la confusione, la Roma non riesce neanche più a trovare geometrie e ritmo. Ma nel caos totale si crea un corridoio su cui Dzeko trova Pedro, che poi allunga la falcata per saltare Montipò che lo stende. Altro giro, altro rigore. E dal dischetto Veretout si fa perdonare l’errore precedente, siglando il 3-2. Poi Dzeko da una parte e Ionita dall’altra hanno occasioni importanti, con la partita che oramai lascia spazi a iosa. La Roma allora si raggomitola su se stessa a difesa del vantaggio, con Villar (entrato per Veretout) che si distingue in mezzo al campo e apre l’azione del 4-2 (altro assist di Mkhitaryan e tap-in vincente di Dzeko). Poi Mkhitaryan si divora il 5-2 a botta sicura, gol che arriva con uno strepitoso spunto in velocità di Carles Perez, che prende palla a metà campo, punta la porta, salta due avversari e brucia Montipò dal limite. Finisce così, con i giallorossi pronti per la trasferta svizzera di Europa League.

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/19/2020 12:26 AM
 
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Perin mura il Verona: il Genoa batte il Covid e strappa il pareggio



Dopo tre settimane senza calcio e tra mille problemi, la squadra di Maran conquista un pareggio di sacrificio.
Hellas, niente zona-Champions


Dopo tre settimane senza calcio e 17 positivi al coronavirus, tra giocatori e staff, il Genoa riprende confidenza con il pallone e strappa un pari di sacrificio contro un Verona stuzzicato dall'idea di inserirsi in zona-Champions. Niente da fare. Lo 0-0 forse sta stretto all'Hellas, un po' più propositivo degli avversari (Perin migliore in campo), ma non è un regalo al Genoa. Semmai un premio per il modo in cui è stato capace di uscire dall'emergenza. Non era facile.

PRIMO TEMPO — In campo, al Bentegodi, ci vanno i superstiti del lazzaretto. Assenti perché positivi al Covid-19 Barak e Gunter nel Verona; Lerager, Cassata, Zappacosta, Briek, Destro, Criscito e Males nel Genoa. Ivan Juric deve rinunciare anche a Cetin, Magnani, Dawidowicz, Danzi, Veloso e Benassi per altri problemi; a Rolando Maran manca pure Sturaro. Due squadre raffazzonate, quindi, ma a stare peggio è il Genoa che, travolto dal virus lo scorso 26 settembre, ha perso (malamente, 6-0) a Napoli, ha saltato la partita con il Torino ed è tornato ad allenarsi - a gruppetti di sei, nel rispetto del protocollo - soltanto una settimana fa. Lo spirito, però, è battagliero, fin dall'inizio del match (duro intervento di Radovanovic su Vieira dopo 30"). L'Hellas, con Favilli unica punta, Colley a sostegno e un centrocampo molto fitto che soffoca le idee genoane, prende il comando del gioco, ma a parte qualche angolo e un paio di tiri non irresistibili non ottiene. Il Genoa si sporge al 25', ma la punizione di Rovella sorvola la traversa. Lo stesso Rovella, poco dopo, spreca un buon assist di Shomurodov. La partita si accende dopo la mezz'ora grazie a Pandev e Colley: i due portieri si salvano deviando i loro tiri in angolo. L'Hellas chiude il tempo in attacco, ma il Genoa difende senza troppi affanni.

SECONDO TEMPO — Il Verona ricomincia come aveva finito, all'attacco. Colley serve Favilli, che regge l'urto di un difensore e riesce a tirare con il mancino: blocca Perin. Colley è pericoloso ogni volta che tocca palla e il Genoa, piano piano, comincia a dare segni di cedimento fisico. Prevedibile. Gli angolo per il Verona si moltiplicano. Dopo un'ora esatta di partita esce Favilli e c'è il debutto di Kalinic nell'Hellas. Al Verona manca sempre qualcosa negli ultimi metri e, stringi stringi, a Perin arrivano palloni facili da addomesticare. Nel finale Juric inserisce Salcedo e Zaccagni e prova a mettere alle corde il Genoa. Tocca ancora a Perin salvare i rossoblù: sugli sviluppi di una punizione, bello stacco di testa di Salcedo e tuffo decisivo del portiere. Nel recupero ci prova anche Kalinic, ma è l'ultimo squillo dell'Hellas.

Gasport

Fonte: Gazzetta dello Sport
10/20/2020 2:01 PM
 
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SERIE A 2020/2021 4ª Giornata (4ª di Andata)

17/10/2020
Napoli - Atalanta 4-1
Inter - Milan 1-2
Sampdoria - Lazio 3-0
Crotone - Juventus 1-1
18/10/2020
Bologna - Sassuolo 3-4
Spezia - Fiorentina 2-2
Torino - Cagliari 2-3
Udinese - Parma 3-2
Roma - Benevento 5-2
19/10/2020
Verona - Genoa 0-0

Classifica
1) Milan punti 12;
2) Sassuolo punti 10;
3) Atalanta punti 9;
4) Napoli e Juventus punti 8;
7) Inter, Verona e Roma punti 7;
9) Sampdoria e Benevento punti 6;
11) Genoa(*), Fiorentina, Cagliari, Spezia e Lazio punti 4;
16) Bologna e Udinese punti 3;
19) Crotone punti 1;
20) Torino(*) punti 0.

(gazzetta.it)

(*) Genoa e Torino una partita in meno.
Genoa - Torino rinviata d'ufficio dalla Lega Calcio per il focolaio di Covid-19 del club ligure.
Juventus - Napoli, formalmente rinviata dopo la mancata presenza del Napoli a Torino, per la giustizia sportiva c'è l'assegnazione della vittoria (3-0) a tavolino
a favore della Juventus e un punto di penalizzazione per il Napoli. Salvo altre decisioni della giustizia sportiva dal momento che il Napoli ha annunciato il ricorso.
10/20/2020 2:01 PM
 
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